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giovedì 26 novembre 2009
giovedì 18 dicembre 2008
Natale
L'attesa della nascita è avere fede in una promessa
Ciò che nasce adesso, prima non c’era. Il momento della nascita dunque segna il limite temporale di un cambiamento da una primitiva condizione, un “passaggio all’essere”. Questo “essere nuovo” non ha, però, generato se stesso, origina infatti da situazioni necessariamente preesistenti e stabilisce, attraverso esse, un collegamento col passato. Ma è tutto l’esistente che viene modificato dalla nascita, da ogni nascita, in una realtà nuova: allorché la realtà genera il nuovo, il nuovo modifica la realtà.
L’attesa della nascita è la fede in una promessa che verrà mantenuta nel futuro, è espressione di una condizione na(sci)tura, che attiene cioè alla natura: è un fenomeno intrinsecamente naturale. Ma “nascere” viene dal fonema indoeuropeo GN- da cui sia GEN- (generare), che GNO- (accorgersi) e da quest’ultimo: cognoscere, conoscere. Quindi nascere è partecipare della natura e della conoscenza, è conoscere la propria natura, avere coscienza di sé: immergersi consapevolmente nella propria essenza.
La natura dell’Uomo non può accontentarsi di nascere per esistere semplicemente, ma si esprime pienamente nell’essere. Questa espressione, spontanea nell’intenzione, richiede tuttavia un atto di volontà. Come il tentativo di realizzare l’opera di trasformazione alchemica procede attraverso innumerevoli sperimentazioni pratiche, acquisendo ogni volta una parte importante della conoscenza; così, per percorrere con successo la strada per la realizzazione di se stessi, è necessario trasferire l’energia dal piano potenziale a quello attuale, dall’intenzione all’azione cosciente e accogliere intimamente l’esortazione dell’Ulisse dantesco: Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza (Inf. XXVI, 118-120).
La conoscenza che porta alla nascita determina un cambiamento ed impone a sua volta una trasformazione dello stato precedente: una morte simbolica. Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv. 12, 24). Ogni volta dunque che la consapevolezza di sé progredisce, si nasce, e questo processo naturale si sviluppa attraverso un ciclo di generazione che procede dalla morte (trasformazione) verso la vita (realizzazione di sé). Il mito della fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, richiama questa esigenza.
La nascita (come la resurrezione) di Cristo è una celebrazione con valore attuale per il mondo cristiano, non una commemorazione storica, e la si fa ricorrere in concomitanza del solstizio d’inverno, un evento simbolicamente legato alla rinascita da tempi remoti. La virtualità della promessa si traduce dunque nella concretezza del suo compimento che dall’essere passa alla consapevolezza (sapere di essere), da questa all’azione (gestire l’essere) ed infine alla relazione d’amore (donare l’essere).
di Alessandro Scuotto
Ciò che nasce adesso, prima non c’era. Il momento della nascita dunque segna il limite temporale di un cambiamento da una primitiva condizione, un “passaggio all’essere”. Questo “essere nuovo” non ha, però, generato se stesso, origina infatti da situazioni necessariamente preesistenti e stabilisce, attraverso esse, un collegamento col passato. Ma è tutto l’esistente che viene modificato dalla nascita, da ogni nascita, in una realtà nuova: allorché la realtà genera il nuovo, il nuovo modifica la realtà.L’attesa della nascita è la fede in una promessa che verrà mantenuta nel futuro, è espressione di una condizione na(sci)tura, che attiene cioè alla natura: è un fenomeno intrinsecamente naturale. Ma “nascere” viene dal fonema indoeuropeo GN- da cui sia GEN- (generare), che GNO- (accorgersi) e da quest’ultimo: cognoscere, conoscere. Quindi nascere è partecipare della natura e della conoscenza, è conoscere la propria natura, avere coscienza di sé: immergersi consapevolmente nella propria essenza.
La natura dell’Uomo non può accontentarsi di nascere per esistere semplicemente, ma si esprime pienamente nell’essere. Questa espressione, spontanea nell’intenzione, richiede tuttavia un atto di volontà. Come il tentativo di realizzare l’opera di trasformazione alchemica procede attraverso innumerevoli sperimentazioni pratiche, acquisendo ogni volta una parte importante della conoscenza; così, per percorrere con successo la strada per la realizzazione di se stessi, è necessario trasferire l’energia dal piano potenziale a quello attuale, dall’intenzione all’azione cosciente e accogliere intimamente l’esortazione dell’Ulisse dantesco: Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza (Inf. XXVI, 118-120).
La conoscenza che porta alla nascita determina un cambiamento ed impone a sua volta una trasformazione dello stato precedente: una morte simbolica. Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv. 12, 24). Ogni volta dunque che la consapevolezza di sé progredisce, si nasce, e questo processo naturale si sviluppa attraverso un ciclo di generazione che procede dalla morte (trasformazione) verso la vita (realizzazione di sé). Il mito della fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, richiama questa esigenza.Articolo pubblicato su Napolipiù, 18 gennaio 2005.
mercoledì 12 novembre 2008
Le Connessioni Inattese
L'Associazione Culturale Interdisciplinare
ALTANUR
presenta
Le Connessioni Inattese 2008
L'evento avrà inizio sabato 15 novembre 2008 con il
Convegno Internazionale
LA STORIA, LA SCIENZA, LA PROPAGANDA
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Via Monte di Dio, 14 - Palazzo Serra di Cassano - Napoli
9:.00-13:00 15:00-19:00
introduce: Riccardo Di Palma
Presidente della Provincia di Napoli
Presiedono e moderano le due sessioni, la tavola rotonda e il dibattito:
Giuseppe Germano, filologo, Università Federico II di Napoli
Roberto Germano, fisico della materia, PROMETE, Napoli
Alessandro Scuotto
Presidente ALTANUR, gastroenterologo, esperto in medicine non convenzionali
Gli obiettivi dell'Associazione Culturale ALTANUR
Brian Josephson
Premio Nobel per la Fisica
Unconventional Ideas in Science: ready for the Nobel Prize Award, or sent to the Hell of Heretics?
Il Destino delle Nuove Idee: Premio Nobel o Inferno degli Eretici?
Flavio Barbiero
Ammiraglio della Marina Militare Italiana, esploratore e saggista
Nacita e Diffusione della Civiltà: lo Scenario Atlantideo
Giulio Calegari
Palenologo e Architetto
L'archeologia preistorica in contesti preformativi
Giulietto Chiesa
Giornalista, parlamentare europeo e saggista
Quando la storia è raccontata da vincitori ciechi e senza storia
Emilio Del Giudice
Fisico teorico - INFN
La debolezza della forza e la forza della debolezza nel mondo della scienza
Giorgio Galli
Politologo, docente universitario, saggista
Mito e Storia: una connessione da rivisitare
Alessandro Giuliani
Primo ricercatore Ist. Sup. Sanità, saggista
Scienza Semplice
Maurizio Torrealta
Giornalista, caporedattore di RaiNews24
La dottrina dell'ambiguità calcolata
venerdì 23 maggio 2008
Fusione fredda
“E’ possibile che le allucinazioni di oggi possano diventare fatti scientifici, accettati e provati di domani.” (Agatha Christie, Il mistero del vaso azzurro, in: Testimone d’accusa e altre storie)
Ieri, 22 maggio 2008, è stato realizzato con successo da Yoshiaki Arata il primo esperimento pubblico sulla fusione fredda. La dimostrazione è stata effettuata all'Università di Osaka alla presenza di un pubblico qualificato.
Dall’epoca del primo esperimento, condotto il 23 marzo 1989 dai chimici dell'università americana dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons, sono passati quasi venti anni. Nel frattempo diversi ricercatori, in più parti del mondo, sfidando le “regole” imposte dalle istituzioni ufficiali hanno portato avanti caparbiamente gli studi. Tra questi vanno annoverati i fisici italiani Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice che hanno elaborato, con il gruppo di ricerca dell’ENEA di Frascati, il modello teorico della fusione fredda.
Nel 2000, in un periodo ancora di predominante scetticismo sull’argomento, venne pubblicata la prima edizione del saggio di Roberto Germano, Fusione fredda – Moderna storia d’inquisizione e d’alchimia. (Bibliopolis, Napoli, 2003, 2ed).
Il 20 febbraio 2001 a Napoli, l’Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR organizzò, con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, una delle prime conferenze divulgative sull’argomento Nuove prospettive della scienza: La fusione fredda come possibile fonte energetica alternativa non inquinante, relatori: Emilio Del Giudice, Roberto Germano e Antonella De Ninno.
Ci piace pensare che la scoperta che da ieri si chiama “Arata phenomena” abbia, per una connessione inattesa, un parziale eponimo italiano dal nome del compianto Giuliano Preparata.
Ieri, 22 maggio 2008, è stato realizzato con successo da Yoshiaki Arata il primo esperimento pubblico sulla fusione fredda. La dimostrazione è stata effettuata all'Università di Osaka alla presenza di un pubblico qualificato.
Dall’epoca del primo esperimento, condotto il 23 marzo 1989 dai chimici dell'università americana dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons, sono passati quasi venti anni. Nel frattempo diversi ricercatori, in più parti del mondo, sfidando le “regole” imposte dalle istituzioni ufficiali hanno portato avanti caparbiamente gli studi. Tra questi vanno annoverati i fisici italiani Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice che hanno elaborato, con il gruppo di ricerca dell’ENEA di Frascati, il modello teorico della fusione fredda.
Nel 2000, in un periodo ancora di predominante scetticismo sull’argomento, venne pubblicata la prima edizione del saggio di Roberto Germano, Fusione fredda – Moderna storia d’inquisizione e d’alchimia. (Bibliopolis, Napoli, 2003, 2ed).
Il 20 febbraio 2001 a Napoli, l’Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR organizzò, con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, una delle prime conferenze divulgative sull’argomento Nuove prospettive della scienza: La fusione fredda come possibile fonte energetica alternativa non inquinante, relatori: Emilio Del Giudice, Roberto Germano e Antonella De Ninno.
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