venerdì 23 maggio 2008

Fusione fredda

“E’ possibile che le allucinazioni di oggi possano diventare fatti scientifici, accettati e provati di domani.” (Agatha Christie, Il mistero del vaso azzurro, in: Testimone d’accusa e altre storie)

Ieri, 22 maggio 2008, è stato realizzato con successo da Yoshiaki Arata il primo esperimento pubblico sulla fusione fredda. La dimostrazione è stata effettuata all'Università di Osaka alla presenza di un pubblico qualificato.

Dall’epoca del primo esperimento, condotto il 23 marzo 1989 dai chimici dell'università americana dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons, sono passati quasi venti anni. Nel frattempo diversi ricercatori, in più parti del mondo, sfidando le “regole” imposte dalle istituzioni ufficiali hanno portato avanti caparbiamente gli studi. Tra questi vanno annoverati i fisici italiani Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice che hanno elaborato, con il gruppo di ricerca dell’ENEA di Frascati, il modello teorico della fusione fredda.

Nel 2000, in un periodo ancora di predominante scetticismo sull’argomento, venne pubblicata la prima edizione del saggio di Roberto Germano, Fusione fredda – Moderna storia d’inquisizione e d’alchimia. (Bibliopolis, Napoli, 2003, 2ed).

Il 20 febbraio 2001 a Napoli, l’Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR organizzò, con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, una delle prime conferenze divulgative sull’argomento Nuove prospettive della scienza: La fusione fredda come possibile fonte energetica alternativa non inquinante, relatori: Emilio Del Giudice, Roberto Germano e Antonella De Ninno. Ci piace pensare che la scoperta che da ieri si chiama “Arata phenomena” abbia, per una connessione inattesa, un parziale eponimo italiano dal nome del compianto Giuliano Preparata.

mercoledì 7 maggio 2008

Autostima e corpo

L’aspetto fisico può minare l’autostima
di Alessandro Scuotto

L’aspetto fisico è la percezione orientata che abbiamo del corpo, di quella parte del sé che è sostanza e garantisce il senso di identità individuale e, allo stesso tempo, assicura la capacità di comunicazione. L’elaborazione di questa percezione assegna al corpo il ruolo espressivo della soggettività e una parte non secondaria nell’esperienza progressiva della conoscenza di sé e nella conseguente valutazione delle risorse personali.

La formulazione dell’autostima scaturisce dall’equilibrio dinamico tra queste due esigenze ed è autocentrata (poggia cioè sul rispetto di valori riconosciuti propri) ed eteroriferita, poiché attraverso la comunicazione si stabilisce un confronto con l’esterno. Il confronto con un modello congruo stimola la tensione ad esprimere le potenzialità individuali e favorisce il senso di appartenenza sociale. Se il modello selezionato non è congruo, l’autostima decade.

Il modello risulta incongruo o perché invalidato sul piano etico (non si accorda con i propri valori) o perché è inapplicabile nella pratica (idealizzato). Un modello eticamente non valido può imporsi ugualmente sulla scorta di un investimento affettivo-emozionale che comporta la gratificazione immediata e/o il conforto dell’omologazione. E’ il caso di chi soggiace al ricatto imposto da norme provenienti da autorità nei confronti delle quali si è stabilita una relazione affettiva (genitori, coniuge, educatore, ecc.) o di vasto consenso (mass media). Un modello è invece inapplicabile quando è il risultato di una elaborazione astratta e sfugge alla definizione oggettiva; il soggetto si rifugia allora nell’ideologia o trasferisce la tensione delle sue potenzialità su di un piano esclusivamente teorico fino ad identificare, per esempio, il sé corporeo in un numero che appare sul quadrante della bilancia.

Per una personalità integrata è necessario accogliere la fisicità e le sue eventuali inadeguatezze, quindi occorre innanzitutto svincolare il corpo dalla considerazione di esso come un oggetto da sagomare sulla traccia di istanze mutevoli e aderire alla propria immagine reale, dotata di significato e di senso, legittimata nella sua originalità proprio dai punti di distacco dai modelli e perciò autentica.

Articolo pubblicato nella rubrica “salute” del quotidiano Napolipiù, 29 gennaio 2005.

http://arcolario.blogspot.com/2008/04/autostima-e-aspetto-fisico.html

giovedì 1 maggio 2008

Come ce la raccontiamo


La pubblicità elettorale, la fisica quantistica, la psicosomatica e l’editoria sono stati i differenti “punti di vista” tra i quali si è tessuto un filo di connessioni inattese nell’incontro di Como del 19 aprile. Il tema portante della Comunicazione, con il rischio connesso alla distorsione dell’informazione, è stato sviluppato in maniera multidisciplinare: dagli aspetti sociali con i risvolti in politica (Marossi) a quelli intimi della comunicazione interiore con l’influenza sul benessere individuale (Scuotto), passando per l’attenzione ai nuovi paradigmi in campo scientifico (Ramploud – Del Giudice) e le considerazioni sul piano storico (Milani) sull’uso della lingua comune per la divulgazione del sapere. Il pubblico ha espresso un manifesto interesse partecipando attivamente al dibattito che si è prolungato ben oltre l’orario previsto per la chiusura.

martedì 22 aprile 2008

Le connessioni inattese

Non esistono influenze buone, Gray. Ogni influenza è immorale… Perché influenzare un individuo vuol dire trasfondergli la propria anima. Egli non pensa pensieri naturalmente suoi, e non arde delle proprie naturali passioni. Le sue virtù non sono una realtà, e i suoi peccati, ammesso che i peccati esistano, sono presi a prestito. Diventa l’eco della musica di qualcun altro, l’attore di una parte che non fu scritta per lui. Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi – ecco la ragione d’essere di ognuno di noi.
(Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray)

domenica 6 aprile 2008

Naturopatia e infertilità

Naturopatia e
Procreazione Assistita

Può la medicina olistica essere di supporto ai percorsi di cura classici dell’infertilità?
L'Associazione SOS Infertilità propone un incontro per illustrare un progetto di ricerca avviato dalla Scuola Italiana di Medicina Olistica.

Intervengono:
Alessandro Scuotto, coordinatore scientifico del progetto.
Claudia Barzaghi Gibbons e Claudia Polenghi, naturopate

Mercoledì 9 aprile 2008, ore 21
presso Il Balzo
V.le Etiopia, 6 Milano (MM Gambara)

mercoledì 2 aprile 2008

Autostima e aspetto fisico

Nella dialettica relazionale tra proposta e accettazione il corpo ha un ruolo espressivo. Questa possibilità di espressione è condizionata dalla percezione soggettiva che abbiamo del nostro corpo e della congruità delle sue parti. Il giudizio negativo su una parte della nostra anatomia, conseguente al disturbo dell’immagine corporea, limita l’espressione di sé e genera sofferenza. Questo giudizio il più delle volte non è realistico, ma è dettato dalla preoccupazione di non essere sufficientemente all’altezza della prestazione ideale richiesta: è una credenza che si sviluppa più facilmente in condizioni di autostima poco elevata. Tra le motivazioni più ordinarie vi è l’esibizione sociale e l’imposizione mediatica di modelli non raggiungibili. Per una personalità integrata è necessario accogliere la fisicità e le sue eventuali inadeguatezze. Una strada per riuscirci può passare dalla considerazione che alcuni difetti costituiscono proprio le caratteristiche che rendono uniche le persone e addirittura possono valorizzarle al punto di condurle al raggiungimento del look ideale.


A questo proposito su:
PSYCHOLOGIES aprile 2008 n°4
www.psychologies.it

Corpo & mente.
Autostima.
Amare tutto di sé.
Articolo di Ornella Ferrarini.
Pag. 126-129

Due esercizi per fare la pace col corpo
Alessandro Scuotto, medico e psicosomatologo a Como, propone due modi per aiutarci a modificare lo sguardo sul nostro corpo.
- Il modello attivo.
Per risvegliare il potere dell’inconscio. Fate qualche respiro profondo per rilassarvi, poi chiudete gli occhi e, sempre a occhi chiusi, modellate con le mani un pezzo di creta o plastilina dandogli la forma di un corpo umano (non preoccupatevi se non siete artisti). Quando ritenete di aver concluso, aprite gli occhi e non ritoccate il vostro lavoro. Osservatelo nei dettagli e nelle proporzioni, lasciate affluire alla mente tutte le vostre considerazioni sul prodotto della vostra attività manuale e confrontatele con quelle suscitate dal vostro corpo.
- Il modello di confronto.
Per elevare l’autostima. Procuratevi una foto di una persona di successo con difetto simile a quello che vi attribuite (i denti irregolari di Laetitia Casta, il seno minimo di Keira Knightley, la bocca larga di Julia Roberts, il fondoschiena abbondante di Jennifer Lopez, la statura bassa di Kylie Minogue, le labbra ultrasottili di Kirsten Dunst, il naso importante di Barbra Streisand…) e immaginate di intervistare questa celebrità interrogandola sul suo aspetto fisico. Pensate alle vostre domande e cercate di immaginare le sue risposte.

http://www.psychologies.it/opencms/articoli/Amare_tutto_di_sx.html?view=1