E' online il N. 55-56
-Fantasia del vero (A. Scuotto)
-Il mondo dei classici e noi (A. Confuorto)
-La rimessa (M. Marotta)
-Post Twilight Saga (S. Scuotto)
-La memoria tra le immagini (A. Andria)
Mentre gli americani digeriscono a fatica il recentissimo saggio di Barbara Ehrenreich, dal titolo Bright-Sided. How the Relentless Promotion of Positive Thinking Has Undermined America (Come la promozione implacabile del pensiero positivo ha minato l'America), nel quale si muove un attacco frontale al culto della positività, alla promozione della visione rosa della vita che ha sorretto per lungo tempo il sogno americano, di qua dall'oceano, nella serena Svizzera, fa notizia la proposta di alcuni deputati del Cantone Argovia di istituire corsi scolastici sulla felicità.
La ricerca della felicità in America è una cosa seria, tanto da esibirla nella dichiarazione di indipendenza ponendola tra i diritti inalienabili di tutti gli uomini, e la mistificazione di questo diritto attira una spietata disapprovazione. Non meno importante, anche se meno esposto, questo valore in Europa ha sostenuto e accompagnato la passione dei protagonisti dell'affermazione dei diritti civili alla fine del XVIII secolo; sembra che l'inclusione del diritto alla felicità nella dichiarazione d'indipendenza sia stata suggerita a Benjamin franklin dal giurista e filosofo napoletano Gaetano Filangieri,
il quale nella sua opera La Scienza della Legislazione si pone il problema della felicità nazionale anticipando di più di due secoli le istanze europee sul benessere che porteranno alla costituzione della Commissione Stigliz nel 2008-2009.
stesso definisce ottimismo flessibile, un ottimismo con "gli occhi aperti". in modo da essere in grado di adoperare il senso della realtà senza rimanerne intrappolati, di condurre la propria vita senza lasciarsi sopraffare dalle inevitabili avversità e di attingere alle illimitate risorse interiori per conseguire gioia e pienezza dell'essere.
La cosiddetta “dieta mediterranea” rappresenta un riferimento scientifico consolidato di equilibrio e di benessere con prove innumerevoli del valore preventivo nei confronti delle patologie più diffuse nel mondo occidentale. Parrebbe strano che in un paese come il nostro, che fa dell’alta qualità dei prodotti alimentari una componente fondamentale dello stile per il quale è riconosciuto ed apprezzato all’estero, possa farsi strada l’ipotesi di sovvertire le abitudini sane per inseguire un modello estraneo alla cultura tradizionale.
dal preambolo:
